
L’imperatore unico del pianeta si svegliò da un incubo.
Il petrolio era finito, una cappa di smog aveva reso inefficaci i pannelli solari; anche il vento si era progressivamente spento.
Quelli dell’idrogeno liquido avevano sempre bisogno di finanziamenti e lui si era stufato.
Concepì allora “il tele-editto mondiale dell’energia”.
Un appello risuonò sul tele-orologio di tutti gli abitanti: “Uomini e donne, dopo secoli di sfruttamento siamo giunti all’esaurimento di tutte le fonti di energia. Per questo viene indetto l’ultimo concorso “Premia l’idea” della storia dell’umanità. Chi riuscirà a trovare nuove fonti di energia riceverà ogni onore e gloria e diventerà imperatore unico del pianeta. Diversamente, sarà la fine del mondo”.
Le piazze si riempirono di gente e tutti si misero a cercare “i più bravi della classe” nella speranza che, almeno loro, potessero avere l’idea giusta. 
La TV si mobilitò con un “reality energy show planetario” non stop con migliaia gli inventori.
Ci fu chi pensò di sfruttare la caduta della polvere: su libri e scaffali venivano poste sottilissime fibre di carbonio che a contatto con la polvere, amplificavano le vibrazioni producendo energia.
Purtroppo a quel tempo si leggeva pochissimo e l’idea naufragò miseramente. Più interessante apparve il tessuto in micromolle che imprigionava l’energia prodotta dai movimenti del corpo. Le speciali tute venivano lavate in vasche di decompressione dove liberavano l’energia accumulata.
Sulla stessa scia furono proposti speciali guanti e cuffie per la raccolta dell’energia sprigionata dalla crescita delle unghie o dei capelli. 
Qualcuno pensò perfino di sfruttare i sogni per distillarne l’energia: all’epoca, pochissima!
Un altro finalista pensò di sfruttare la camminata delle persone per trasformare le vibrazioni dei passi in energia.
L’imperatore sperimentò tutte le idee ma quando gli proposero di sfruttare il movimento d’aria prodotto dal battere delle ciglia pensò che i selezionatori fossero corrotti…
Il talent show procedeva tra mille stramberie quando si presentò un giovane ermafrodito di nome Cetra. Reggeva in mano un bicchiere di cristallo, lo mise su un tavolo e con un acuto lo ridusse in frantumi.
Spiegò ad Aulos, l’addetto alle audizioni, il fenomeno della risonanza. Con lo stesso principio si poteva far vibrare lunghi diapason e trarne energia. Aulos chiese a Cetra due milioni di dollari per passare in finale ma l’ermafrodito non aveva un soldo e così fu eliminato.
In compenso Aulos fece sua l’idea e vinse il concorso: nacque l’ondenergia®.
Furono costruite migliaia di fabbriche con il marchio: “Aulos”. C’erano quelle per fiati, corde, archi e cori ed ognuna faceva vibrare un grande diapason. Il più grande, con 5000 contrabbassi, arrivò a 300 metri di altezza. 
Le vibrazioni venivano accumulate in piccoli generatori di corrente: le pile del suono. Come promesso l’imperatore abdicò e Aulos divenne l’uomo più potente del mondo. Il pianeta rinacque ma l’avidità di Aulos non tardò a produrre i suoi effetti. Appena scoprì che le note basse producevano dieci volte di più di quelle acute, convertì la produzione “su baritoni e contrabbassi” immergendo il pianeta in una cappa di suoni cupi e minacciosi…
Quando poi riuscì a produrre il suono infinitamente basso le cose peggiorarono ancora di più…finché un giorno… 
Il primo a subirne gli effetti fu lo stesso Aulos: la vibrazione fu così potente da mandarlo in risonanza. Morì spappolato come il bicchiere di Cetra. Contemporaneamente, per una coincidenza dei venti, anche il pianeta rimase avvolto dalle vibrazioni ed entrò in risonanza. Un tuono squarciò l’atmosfera ed un gigantesco terremoto scosse la terra per tre giorni e tre notti. Fu un disastro planetario. L’ex imperatore, sopravvissuto per miracolo, vietò immediatamente la produzione di ondenergia e il pianeta ripiombò nell’apatia generale.
Un giorno Cetra si presentò al palazzo e chiese di parlare con l’imperatore. Propose un piano di armonizzazione facendo suonare a ciascuna fabbrica strumenti diversi: viole, violini, trombe, tromboni, flauti, pianoforti, arpe, chitarre. I contrabbassi sarebbero stati così equilibrati da frequenze medie e acute. La strategia apparve convincente e l’imperatore diede il suo assenso. L’ermafrodito si impegnò giorno e notte per sette settimane assegnando ad ogni fabbrica una partitura armonica diversa. 
L’inizio della nuova attività fu annunciato con il famoso “tele-editto dell’armonia”.
Una mattina all’alba si diffuse nell’aria un soave canto di uccellini. Il cielo divenne azzurro come smalto purissimo, una brezza spirò leggera diffondendo un profumo di erba fresca. Nell’aria si scorse una vibrazione nuova e una grande energia.
L’imperatore fece chiamare Cetra: “Volevo dirle grazie, l’umanità le è debitrice. Qualunque suo desiderio sarà esaudito”.
Cetra si guardò intorno sorpreso, ma non gli venne in mente altro che una vecchia Fender Stratocaster di Jimi Hendrix, grande chitarrista vissuto due secoli prima. L’imperatore impiegò sette giorni e sette notti ma alla fine la trovò. Chiamò Cetra e gliela consegnò di persona: ”sei sicuro di non desiderare altro?” – “no grazie, sognavo questa chitarra da quando sono nato”.
L’umanità da quel giorno visse un’era nuova, l’era della musica.
(tratto da “Il modello B.A.C.H.- business analysis of corporate harmony” di Franco Marzo, 2008 Milano, ed. FrancoAngeli )