Da decenni la figura dello specialista è sinonimo di eccellenza. Assumere uno specialista significa assumere uno “molto ok”. La specializzazione ha permesso di raggiungere in ogni settore livelli altissimi di qualità ed efficienza. Lo specialista va in profondità, scompone, migliora, rende efficiente, affina. In medicina il dermatologo sa tutto (!) sulla pelle, il cardiologo sul cuore, il geriatra sugli anziani. Il medico generico si è via via dequalificato e oggi fa il “segretario” allo specialista. Lo specialista de-duce, si fa condurre dalle premesse e da ciò che viene prima. In questo senso è condizionato dal passato. Lo specialista focalizza dal generale al particolare perdendo la visione di insieme; mi diceva un amico,“non sa più collegare l’anca al ginocchio”. Uscire dal suo focus lo spaventa. Piuttosto che mettere in discussione il suo punto di vista diventa lucidatore di capocchie di spillo. Lo specialista migliora ma non cambia. Quando cambiano il contesto e gli scenari, lo specialista tende a riproporre il suo mondo. In Olivetti si racconta di un bravissimo tecnico che costruì la macchina calcolatrice meccanica più sofisticata del mondo. Non fu mai messa in produzione perché nel frattempo era subentrato un nuovo sistema: l’informatica.
L’innovazione è “apertura”, “visione sistemica”, capacità combinatoria e un po’ di inconsapevolezza. Einstein disse che “le cose sono impossibili finché arriva qualcuno che non lo sa e le fa”.
Per rompere un equilibrio e cercare strade nuove può essere utile un “ignorante”.
Cercare persone concrete, umili, esperte (con molta esperienza), responsabili ma “ignoranti della materia” può essere la strategia vincente. La diversità è la precondizione del cambiamento.
Innovare significa provare quello che non c’è mai stato prima. Se sappiamo troppo del passato può diventare molto difficile.
Deduzioni molto argute ed intelligenti, concordo pienamente soprattutto sul “medico di famiglia” che fa il segretario allo specialista.Aboliamolo povero dottore , ricordo delle nostre mamme ,di calde tisane e dolorose punture, e sostituiamolo con una brava infermiera in minigonna che sappia usare in computer.
Non penso sia giusto abolire il medico di famiglia semmai il suo ruolo andrebbe potenziato.
Penso ad esempio ad un medico “play maker” dotato di cartella clinica on line accessibile solo agli specialisti (da lui autorizzati con password). Potrebbero vedere tutta la storia del paziente e riuscire a “collegare l’anca al ginocchio”
Scherzando, pensavo soprattutto alle frustrazioni del medico di base attuale che incapace di assumersi la benché minima responsabilità si limita ad ordinare una valanga di analisi e controlli , costosissimi per la società e per il paziente, anche per dei piccoli problemi che potrebbe risolvere lui stesso. L’esperienza e la professionalità dei medici condotti era proverbiale. Forse”Si stava meglio quando si stava peggio “.