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Musica per l’impresa del terzo millennio

Per comunicare in un mondo globale l’unica lingua globale.

dnaPare che la comprensione della musica sia un’esclusiva degli esseri umani. Pare anche che abbia avuto un ruolo adattivo nel processo evolutivo della specie. In altri termini che sia in qualche modo legata alla evoluzione della razza umana. Chi sapeva cantare e suonare aveva maggiori possibilità di sopravvivere di chi non lo sapeva fare. Ciò potrebbe essere legato alla condizione di “inettitudine” della prole umana, ovvero alla necessità di un lungo periodo di “alleanza” con la madre prima del raggiungimento della autosufficienza. Da qui l’idea che la musica, come proto linguaggio, abbia consentito all’uomo la comunicazione delle emozioni fondamentali per la sopravvivenza. Perché questa dotta introduzione eto-antropologica? Ci pare giunto il momento di “usare” la musica nel management e nel marketing. Abbiamo maturato l’idea che la sopravvivenza delle organizzazioni oggi sia in larga misura legata alla capacità di comunicare e recepire le emozioni del mercato. Questo significa che nei mercati maturi non avremo più di fronte clienti con bisogni perche piace la musicaespliciti da soddisfare ma persone che esprimono sentimenti, manifestano emozioni. Per questo è diventato importante conoscere il linguaggio della musica, come si ascolta, quando usare la tonalità maggiore o una minore, i Beatles piuttosto che Mozart., il jazz invece del rock. Le neuroscienze stanno facendo passi da gigante. Qualcuno ha misurato gli effetti di Mozart sulle mucche da latte e sulla scelta dei vini nei ristoranti, altri hanno “fatto sentire” il Flauto magiche alle vigne del Brunello di Montalcino, ma se sperate in qualche verità scientifica rassegnatevi, la musica è quasi sempre ovvia ma mai scientifica.

“La mia ipotesi è che la musica abbia sempre avuto la funzione di favorire le connessioni tra persone, grazie al suo significato emotivo. Il rapporto madre figlio potrebbe essere solo una di queste connessioni. La musica modifica l’umore anche degli adulti perciò la sua funzione potrebbe essere la stessa nel corso dell’intera vita”- Intervista a S. Trehub, psicologa canadese, tratta da Perché ci piace la musica, libro consigliato